Ozonoterapia
Ozonoterapia e Long COVID: cosa dice la ricerca

In breve
- Il long COVID è una condizione reale, con sintomi persistenti come stanchezza, dolori e difficoltà di concentrazione; ad oggi non esiste una terapia consolidata.
- L'ozonoterapia sistemica viene studiata per il suo effetto su stress ossidativo e infiammazione: un primo studio pilota randomizzato ha mostrato risultati incoraggianti in aggiunta alla terapia convenzionale.
- Le prove restano preliminari: può essere considerata solo come approccio complementare, senza mai sostituire il percorso con il proprio medico.
Mesi dopo l’infezione, alcune persone continuano a fare i conti con una stanchezza che non passa, fiato corto, dolori diffusi, “nebbia mentale”. È il long COVID, una condizione che la medicina sta ancora imparando a trattare. In questo contesto si parla anche di ozonoterapia: vediamo cosa dice davvero la ricerca, senza scorciatoie.
Long COVID: cosa sappiamo
Con long COVID (o PASC, sequele post-acute del COVID-19) si indicano sintomi che persistono per settimane o mesi dopo l’infezione: fatica cronica è il più frequente, insieme a disturbi del sonno, dolori, difficoltà cognitive. Le cause sono oggetto di studio; tra i meccanismi ipotizzati ci sono infiammazione persistente e stress ossidativo. Ad oggi non esiste una terapia specifica approvata: la gestione è sintomatica e personalizzata.
Perché si studia l’ozono nel long COVID
L’ozonoterapia sistemica (tramite autoemoinfusione) agisce proprio sui meccanismi che il long COVID sembra chiamare in causa: modula lo stress ossidativo, ha effetti sull’infiammazione e sull’ossigenazione dei tessuti. Il razionale, quindi, è biologicamente plausibile — il che, va detto subito, non equivale a un’efficacia dimostrata.
Cosa dicono i primi studi
I dati disponibili sono pochi ma in crescita. Uno studio italiano preliminare su 100 pazienti con fatica post-COVID trattati con autoemoterapia secondo protocollo SIOOT ha riportato miglioramenti della stanchezza; era però uno studio senza gruppo di controllo.
Più interessante è un studio pilota randomizzato controllato del 2024: 73 pazienti con sequele post-COVID sono stati assegnati a terapia convenzionale da sola oppure con l’aggiunta di autoemoterapia con ozono. Ha risposto al trattamento (riduzione dei sintomi di almeno il 50%) il 71% del gruppo ozono contro il 45% del gruppo di controllo, senza complicanze rilevanti. È un segnale incoraggiante — ma resta uno studio pilota, su numeri piccoli, che va replicato su scala maggiore.
Cosa NON può (ancora) dirti nessuno
Con onestà: nessuno può oggi affermare che l’ozonoterapia “curi” il long COVID, né prevedere chi ne trarrà beneficio. L’evidenza è preliminare, e il long COVID tende in molti casi a migliorare spontaneamente nel tempo — il che rende ancora più necessari studi controllati per distinguere l’effetto della terapia dal decorso naturale.
Un approccio complementare, dentro un percorso
Se stai convivendo con sintomi post-COVID, il primo riferimento resta il tuo medico curante e gli eventuali specialisti che ti seguono. L’ozonoterapia sistemica può essere valutata come approccio complementare, con obiettivi realistici e monitoraggio, mai in sostituzione del percorso in atto. Approfondisci la via sistemica nella pagina dedicata all’ozonoterapia sistemica e il quadro generale delle prove nel nostro articolo “Ozonoterapia: funziona davvero?”.
Conclusioni
Il long COVID merita serietà due volte: perché chi ne soffre è spesso stanco anche di non essere creduto, e perché è il terreno ideale per promesse facili. La ricerca sull’ozono è partita e i primi segnali — incluso uno studio randomizzato pilota — sono incoraggianti: per chi convive da mesi con la fatica post-COVID, avere un’opzione complementare studiata e a basso rischio, dentro un percorso seguito, è già qualcosa di concreto.
Nella prima visita inquadriamo i tuoi sintomi, verifichiamo che il percorso con il tuo medico resti il riferimento e ti diciamo con franchezza se e come l’ozonoterapia sistemica può inserirsi — con obiettivi realistici e monitorati. Chiama il 350 587 3439 o scrivi dalla pagina Contatti. Studio a Perugia, Via Bruno Colli 5, Ponte San Giovanni.
Punto chiave: nello studio pilota randomizzato l'ozono è stato usato in aggiunta alla terapia convenzionale, non al suo posto. È l'unico modo corretto di inquadrarlo anche nella pratica.
Importante: l'ozonoterapia non è una cura del long COVID e non sostituisce il percorso con il tuo medico. In presenza di sintomi importanti (respiratori, cardiaci, neurologici) la priorità è l'inquadramento specialistico.
L’ozonoterapia cura il long COVID? +
Cosa hanno mostrato gli studi finora? +
Che tipo di ozonoterapia si usa? +
Posso farla al posto delle terapie che seguo? +
Quanto dura un ciclo? +
Dove posso avere una valutazione a Perugia? +
Riferimenti scientifici
- He Y, Liu X, Zha S, et al. — A pilot randomized controlled trial of major ozone autohemotherapy for patients with post-acute sequelae of COVID-19, International Immunopharmacology, 2024;139:112673. DOI: 10.1016/j.intimp.2024.112673.
- Tirelli U, Franzini M, Valdenassi L, et al. — Fatigue in post-acute sequelae of SARS-CoV-2 (PASC) treated with oxygen-ozone autohemotherapy: preliminary results on 100 patients, European Review for Medical and Pharmacological Sciences, 2021;25(18):5871-5875 (studio senza gruppo di controllo).
- Ozone therapy by rectal insufflation in long COVID syndrome: a preliminary study, 2026 (studio preliminare).
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