Ozonoterapia
Ozonoterapia per tendiniti ed epicondilite

In breve
- Nelle tendinopatie croniche come l'epicondilite ("gomito del tennista"), l'ozono è tra le opzioni infiltrative studiate: in un recente studio randomizzato ha ottenuto risultati paragonabili a cortisone e PRP a sei mesi.
- È indicato soprattutto nelle forme croniche e resistenti alle cure iniziali, quando riposo, farmaci e fisioterapia da soli non bastano.
- L'infiltrazione non sostituisce la riabilitazione: il carico progressivo del tendine resta la base del recupero, e l'ozono si integra in quel percorso.
Le tendiniti hanno una caratteristica frustrante: sembrano passare col riposo, e ricompaiono appena riprendi a fare quello che ami — o quello che il lavoro ti chiede. Quando una tendinopatia diventa cronica, come nel classico “gomito del tennista”, le infiltrazioni entrano tra le opzioni: vediamo che ruolo può avere l’ozono, dati alla mano.
Tendinite o tendinosi? Una differenza che guida le scelte
Nella fase acuta prevale l’infiammazione (tendinite in senso stretto); quando il problema si cronicizza, il tessuto del tendine va incontro a una degenerazione (tendinosi) con dolore persistente e calo di forza. L’epicondilite laterale — il gomito del tennista — è l’esempio più comune: colpisce chi fa gesti ripetitivi, dallo sport al mouse, dal cacciavite alla cucina.
Come può agire l’ozono sul tendine
La miscela di ossigeno-ozono iniettata in sede agisce sui meccanismi coinvolti nella tendinopatia: modula l’infiammazione, stimola le difese antiossidanti locali e migliora l’ossigenazione di un tessuto — il tendine — che di suo è poco vascolarizzato.
Il percorso parte dalla prima visita: inquadramento clinico del tendine interessato (porta con te gli eventuali esami di imaging già eseguiti), verifica delle controindicazioni e definizione del ciclo.
Cosa dicono gli studi: il confronto a tre
Il dato più interessante è recente. Uno studio randomizzato multicentrico del 2026, con valutatori in cieco, ha confrontato direttamente le tre infiltrazioni più usate nell’epicondilite cronica: cortisone, PRP (plasma ricco di piastrine) e ozono. Risultato: tutti e tre i gruppi sono migliorati in modo clinicamente rilevante in dolore e funzione, con benefici mantenuti a sei mesi e senza differenze significative tra i trattamenti (il cortisone ha mostrato solo una tendenza a un effetto più rapido nelle prime settimane).
Per l’ozono è un risultato importante: significa reggere il confronto, in uno studio ben disegnato, sia con lo standard storico (cortisone) sia con l’opzione rigenerativa più costosa (PRP). Gli autori concludono che la scelta va fatta insieme al paziente, considerando preferenze, costi e tempi di sollievo desiderati.
Per chi ha senso (e con quali aspettative)
L’ozono è indicato soprattutto per chi ha una tendinopatia cronica e resistente — un dolore che dura da mesi nonostante riposo, antinfiammatori e riabilitazione — e per chi preferisce evitare il cortisone o non può ripeterlo. L’obiettivo realistico è concreto: ridurre il dolore per riprendere i gesti che il gomito ti ha tolto — la racchetta, il lavoro manuale, sollevare la borsa senza pensarci — dentro un percorso di recupero del carico.
L’infiltrazione non basta: il ruolo della riabilitazione
Qualunque infiltrazione, ozono incluso, dà il meglio se inserita in un programma di esercizio terapeutico progressivo: è il carico graduale a stimolare il tendine a riorganizzarsi. Un’infiltrazione che “spegne” il dolore senza un piano di recupero prepara spesso la ricaduta — e su questo siamo diretti, perché preferiamo un paziente informato a una promessa facile.
Come si svolge
Il percorso parte dalla prima visita: inquadramento del tendine interessato, eventuale ecografia, verifica delle controindicazioni e definizione del ciclo. Le sedute sono ambulatoriali e brevi: trovi il quadro pratico nella guida su come si svolge una seduta.
Conclusioni
Nelle tendinopatie croniche l’ozono è oggi un’opzione con dati di confronto solidi alle spalle e un buon profilo di sicurezza — una carta sensata quando il dolore resiste alle cure di base, dentro un percorso che includa il recupero del carico.
Nella prima visita capiamo se il tuo tendine rientra in questo profilo e costruiamo il percorso — e se serve altro (dalla fisioterapia alla valutazione ortopedica), te lo diciamo con franchezza. Chiama il 350 587 3439 o scrivi dalla pagina Contatti. Studio a Perugia, Via Bruno Colli 5, Ponte San Giovanni.
Punto chiave: nello studio di confronto a tre, il miglioramento del dolore in tutti i gruppi — ozono incluso — ha superato la soglia di rilevanza clinica. La domanda giusta non è "qual è il migliore in assoluto", ma quale si adatta al tuo caso, ai tuoi tempi e alle tue preferenze.
Importante: nessuna infiltrazione, ozono compreso, sostituisce il recupero graduale del carico. Diffida di chi ti promette di risolvere una tendinopatia cronica "con qualche puntura" e senza un piano riabilitativo.
L’ozonoterapia funziona per il gomito del tennista? +
È meglio l’ozono, il cortisone o il PRP? +
Quante infiltrazioni servono per una tendinite? +
Posso continuare a lavorare o allenarmi durante il trattamento? +
L’ozono ripara il tendine degenerato? +
Dove si effettua a Perugia? +
Riferimenti scientifici
- Ultrasound-guided injection strategies for lateral epicondylitis: a multicenter randomized comparison of corticosteroid, platelet-rich plasma, and ozone, 2026. DOI: 10.1080/20565623.2026.2644326 (90 pazienti, tre bracci, valutatori in cieco: efficacia comparabile a 6 mesi).
- Ozone therapy in musculoskeletal medicine: a comprehensive review, European Journal of Medical Research, 2024. DOI: 10.1186/s40001-024-01976-4.
- Rapporto ISTISAN 08/9, Istituto Superiore di Sanità (con SIOOT).
Continua ad approfondire

Ozonoterapia
Stanchezza che non passa dopo il COVID? Cosa dicono i primi studi sull'ozonoterapia sistemica nel long COVID — e cosa ancora non sappiamo.

Guide
Prima visita, tipi di seduta, durata, sensazioni e piccoli accorgimenti pratici: tutto quello che ti aspetta, passo per passo, senza sorprese.

IV Therapy
Cosa sono le flebo vitaminiche, quando hanno davvero senso e quando no: una guida onesta all'IV Therapy, lontana dalle promesse delle "drip bar".
